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lunedì 14 novembre 2016

Cammina, cammina... tra angeli e gladiatori, lo splendore di Roma

Giulio Cesare
Non ho ancora fatto un conteggio esatto di quanto tempo avrei impiegato mettendo linearmente tutti i chilometri che negli ultimi tempi sto percorrendo a piedi. Piano, piano: sentendomi soprattutto nel mio profondo, "pellegrino". Ma di sicuro sarei arrivato a Roma in una settimana. Poco più, poco meno...


Colosseo
Ma a Roma sono arrivato ugualmente, lo scorso venerdì. Ed anche se l'ho raggiunta a bordo del comodissimo "Italo", poi per Roma è stato quasi inevitabile compiere un vero pellegrinaggio tra angeli, gladiatori e un generale splendore che quasi stordisce. Tralasciando per adesso il capitolo San Pietro/Porta Santa...

Ecco l'itinerario e qualche immagine di una giornata veramente straordinaria. Arrivo a Termini, metro fino a "Lepanto" e a piedi fino a Castel Sant'Angelo.

Milite Ignoto e Bandiera Italia (particolare)
Percorso del Pellegrinaggio con abbraccio a Piazza san Pietro, attraversamento della Porta Santa nell'Anno della Misericordia. Su e giù per la Basilica per circa 2 ore. E poi Piazza Navona, Fontana di Trevi, Piazza Barberini, Via Nazionale, Milite Ignoto, Colosseo, Via Cavour, Termini.


Castel Sant'Angelo
Con tappe, incontri e rifornimenti straordinari (!) culminati con il "mitico" Bar Trombetta, proprio di lato alla stazione ferroviaria...

Grazie veramente di CUORE a tutti quelli che ho incontrato più o meno "per caso" e a tutti gli altri che erano comunque con me!








San Pietro





mercoledì 26 ottobre 2016

Anche da Soria (e la Spagna) "Podisti per Caso" per la ricerca contro il cancro!

Dal cuore della Spagna, ad un'altitudine di m. 1.076, ci arriva questo articolo del giornale "Heraldo". Siamo a Soria nella Comunità autonoma di Castiglia e Leon. Una cittadina che a stento supera i 38.000 abitanti e che pensiamo proprio vada a collocarsi ai primi posti di un'ideale classifica per manifestazioni simili a quelle riportate dall'articolo. Alla marcia-corsa per "la lotta contro il cancro" di domenica scorsa hanno infatti partecipato oltre 7.500 iscritti. C'è chi dice anche 8.000 dato che l'organizzazione pare essere andata (con loro grande soddisfazione!) un po' in tilt, per l'imprevisto afflusso. Anche considerando le condizioni climatiche non ideali...
Una percentuale abitanti/partecipanti che se non è clamorosa, veramente poco ci manca!!!

Ad inviarci l'informazione è la nostra

"Ciclista per Caso" preferita, Claudia, a Soria con l'Erasmus universitario, e diventata "Podista per Caso" per un giorno! Ma anche di più... specialmente nella stagione autunno-invernale! Brava anche perché è riuscita a coinvolgere alcuni colleghi di facoltà con cui poi è stata anche "ufficialmente" ritratta dallo stesso "Heraldo", naturalmente in maglia Blue Girls...
L'equivalente spagnolo della nostra "Corri la Vita", ma forse con un particolare positivo in più: la AECC (Associazione Spagnola Contro il Cancro) organizza la manifestazione in tante città di tutta la Spagna, da Barcellona a Madrid, dando un'idea di compattezza e di maggior forza. E tutte in maglia rigorosamente verde!

In questo periodo che stiamo tornando ad apprezzare il "cammino", ci piace concludere queste note con la speranza di vedere comunque sempre più gente a piedi (o in bicicletta... per benino...) nelle nostre città. Di sicuro, oltre a motivazioni come questa o oltre, si vivrebbe tutti meglio nella normale quotidianità della nostra vita.

 



sabato 8 ottobre 2016

9 ottobre 2016, una nuova "Pedalata per la pace"







































Le pedalate organizzate a Sesto Fiorentino sono sempre state assai speciali per me. Come lo sarà quella di domenica 9 ottobre (domani)! Il nostro "Caso" ha voluto che ad UNIRE la prossima a quella del 21 giugno 2015 fosse la sempre serena e sorridente Nicoletta Fracassi, che nella foto teneva ancora in mano una targa per me... Un'assoluta sorpresa che poi mi consegnò Valentina Bicchi, l'allora Assessore allo Sport (e anche, come dire, grande collaudatrice!). Questa la "motivazione": PER L'IMPEGNO PROFUSO NELLA DIFFUSIONE DELLA CULTURA DELLA NONVIOLENZA NELLO SPORT E NELLA VITA.


Ed introdotto ancora da altre parole della stessa Valentina: "Quale migliore occasione per dare un riconoscimento al gigante buono Marco Banchelli, messaggero di pace nello sport ed oltre. Simbolo della bicicletta e di esperienze e giri per il mondo, ma sempre portando messaggi di pace, speranza ed aiuti. A dimostrazione di questo (se ce ne fosse stato bisogno, vista la sua importante storia) l'impegno che sta mettendo nella raccolta fondi per i terremotati del Nepal, che sta avendo davvero un grandissimo risultato. Grazie Marco per quello che fai, per farlo in punta di piedi e con tanto impegno ed umiltà. Per me sei il Simbolo di queste giornate."
Una grande emozione a cui c'è poco da aggiungere...



"...in concomitanza con la Marcia della Pace (Perugia-Assisi) saranno le due ruote della 'Pedalata per la pace' ad animare le vie di Sesto, in una passeggiata aperta a tutti per ribadire l'impegno della nostra città per la pace e contro ogni forma di violenza."
Un "ritorno" da me oltremodo gradito, dopo un paio d'anni di sospensione, e specialmente di questi tempi dove la PACE di tutti i giorni pare ancora da costruire...



Sempre e comunque anche con la "presenza" del nostro Grande Amico ALFREDO MARTINI!

...che, insieme a me, di tutte le precedenti Pedalate per la PACE di Sesto Fiorentino, ne era stato sostenitore e promotore. Ed è di sicuro tra i miei privilegi più grandi il poterlo avvertire al mio fianco. Forse ancora più intensamente. E lo sarà per sempre...
Per domani (ore 9,45 - Piazza IV novembre, con il nuovo Sindaco Lorenzo Falchi), in questa specie di "appello" di oggi, vorrei lasciar fuori solamente la pioggia (!!!) ma poi INVITARVI veramente TUTTI! E quelli che posso anche attraverso questo "strumento" dove state leggendo: è stato bello parlare e ricordare in questi giorni ed è troppo BELLO ed ESSENZIALE diventare tutti in qualche modo "Ambasciatori della Pace e del Dialogo". Magari e certo anche attraverso una semplice "passeggiata in bicicletta"...
Anche se di sicuro qualche "sestese" tra i miei amici lo scorderò... lo aspetto lo stesso: per un saluto od un abbraccio, magari anche "solo" di colori e bandiere, di scambio e impegno di PACE...








venerdì 30 settembre 2016

Voglia di bici, voglia di Pace

Senza un motivo ben preciso, o forse e meglio, con tanti (!), eccomi oggi letteralmente a desiderare di pedalare: in bicicletta. E magari essere anche in tanti come verso la fine degli anni novanta e anche oltre, a Sesto Fiorentino. Dove assai spesso "coinvolto" con me, c'era anche il grande Alfredo Martini. Come dire, in due si  rappresentava la BICICLETTA quasi al meglio, con completezza. Lui da corridore prima e inarrivabile commissario tecnico e dirigente poi, io con la mia esperienza di ciclo-viaggiatore per strade e sentieri del mondo. Entrambi uniti dall'affetto per la nostra città e dall'uso quotidiano della bicicletta.
Quest'articolo è dell'ottobre 2012 e tante ne sono accadute da allora ad iniziare dallo stesso Alfredo, che non c'è più (almeno fisicamente...).
E speriamo anche che tante ne accadano in futuro. E che ci vedano comunque partecipi personalmente e in tanti altri. Magari anche una nuova "pedalata" che possa in qualche modo contribuire alla Pace. Chissà...
La PACE non è solo una realtà che interessa i vari conflitti ancora tragicamente in atto sul nostro pianeta come neppure la minaccia di un terrorismo che pare tenere tanti nell'angoscia. NO, no: la Pace, come la intendo io, è da costruire ogni giorno, nelle nostre strade come nelle scuole, nei posti di lavoro e nella politica. Ed ognuno di noi dovrebbe almeno provare ad esserne artefice e protagonista.

"NOI... CHE PEDALIAMO PER LA PACE"!



mercoledì 13 luglio 2016

Namastè, mio "Grande Amico" SILVANO!


Molto importanti sono stati i miei "incontri" con il Cardinale SILVANO PIOVANELLI, ad essi spero presto di riuscire a sviluppare e dedicare uno spazio a parte. Oggi però, dopo l'ultimo saluto terreno di ieri, con la recente memoria di queste ultime settimane (GRAZIE carissimo Don Luigi!), riprendo questo suo commento alle letture dello scorso ottobre (proprio alla vigilia della mia partenza per il NEPAL) che per me diventa una specie di suo autentico testamento spirituale che sarà ben vivo e presente in me per tutto il resto della mia vita...
NAMASTE', mio "Grande Amico"... e GRAZIE per TUTTO!
Marco Banchelli


Come Bartimeo, grida anche tu!
(domenica 25 ottobre 2015)

Marco (10, 46-52)
In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e molto folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: “Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!”.
Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: “Figlio di Davide, abbi pietà di me!”. Gesù si fermò e disse: “Chiamatelo!”. Chiamarono il cieco dicendogli: “Coraggio! Àlzati, ti chiama!”. Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: “Che cosa vuoi che io faccia per te?”. E il cieco gli rispose: “Rabbunì, che io veda di nuovo!”. E Gesù gli disse: “Va’, la tua fede ti ha salvato”, E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.
PAROLA DEL SIGNORE



L’episodio del mendicante cieco all’uscita da Gerico, così vivacemente descritto da Marco, è come percorso da un bisogno e un desiderio unico: poter vedere. Ma cos’è più importante vedere o udire? Istintivamente sentiamo più compassione davanti ai ciechi che ai sordi. Tanto gli occhi ci sembrano essenziali per la vita.
D’altra parte, la parola”vedere” è spesso usata nel doppio senso, fisico e morale, in conseguenza della “luce” che può essere esteriore e interiore. Dunque, il racconto ci riguarda. Il racconto può essere una metafora della vita. Di tanti di noi.
C’era molta folla. Bartimeo sente pronunciare il nome di Gesù o anche domanda alla gente chi c’è con tutte quelle persone, e, udito che c’era Gesù Nazareno, comincia a gridare: “Figlio di David, Gesù, abbia pietà di me!”. Con quel titolo, figlio di David (in tutti i tre sinottici: Mt 20,30; Lc 18,38), il cieco certamente intende un profeta o un taumaturgo, con in più questo: che Gesù, per via del padre putativo Giuseppe, era realmente della tribù di Giuda e della stirpe di David re (Mt 1,1-16).
Evidentemente, chi ha scritto il Vangelo e chi lo ascolta, arricchisce il titolo del valore messianico.
La gente chiacchiera di Gesù, Bartimeo lo chiama. Molti sgridano questo mendicante per farlo tacere e lui grida ancora più forte. Esce allo scoperto e col suo grido richiama l’attenzione di Gesù.

Qualche volta c’è bisogno di tirarsi fuori dalla folla e superare parole o atteggiamenti che scoraggiano la fede. Qualche volta c’è bisogno di gridare la nostra fiducia nonostante tutto, perché Gesù si fermi dinanzi al nostro bisogno. Il grido è un’invocazione di tutto il nostro essere verso Colui che può farci vedere e camminare.

E Gesù si ferma e dice: “Chiamatelo!”. Noi, uomini di Chiesa, dovremmo essere portatori e interpreti del comando di Gesù [ Chiamatelo! Chiamateli tutti! ]. Invece, siamo pronti e preparati, sì, ad accogliere chi viene, ma di fronte a molti, più che di trasmettere l’invito, sembriamo preoccupati di creare barriere protettive, controllare i documenti, fissare le modalità dell’incontro, stabilire i momenti e le precedenze. Il grido travolge le domande “rituali”, per le quali siamo sufficientemente preparati , e fa saltare le risposte prefabbricate. Aiutaci, Signore, a comprendere il grido, anche il grido silenzioso, che sale dal cuore di tante creature provate dalla vita.

“Coraggio! Àlzati, ti chiama!”. Egli, gettato via il mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Quel mantello che copre e nasconde e che Bartimeo getta via, non può essere il simbolo di quanto avvolge la nostra vita, coprendo tante realtà che impediscono la fedeltà al Vangelo? Retaggi familiari, abitudini inveterate, ignoranza, disattenzione, superficialità, paure, eccetera. Dunque, come Bartimeo, gettare via il mantello delle protezioni umane, delle sottomissioni all’ambiente e delle ricerche egoistiche, per stare in piedi e liberi come discepoli di Gesù e figli del Padre che è nei cieli. Nella liturgia, oggi, risuona per ognuno di noi la parola della Chiesa: Coraggio! Àlzati, ti chiama!

La domanda di Gesù, quasi scontata per il cieco Bartimeo, è importantissima per noi: “Cosa vuoi che io ti faccia? “. Può darsi spesso che noi assomigliamo a Giacomo e Giovanni - ricordi Domenica scorsa? - che chiedono a Gesù un posto di gloria: “sedere uno alla destra e uno alla sinistra” del Messia vittorioso e trionfatore. Corriamo tutti il rischio di guardare la nostra vita e la storia con il paraocchi e quindi accorgerci solo delle cose immediate, di quelle che ci riguardano personalmente, e forse solo dei bisogni e necessità materiali.
La risposta del cieco è immediata: “Rabbuni, che io riabbia la vista! “. E Bartimeo non solo riacquista la vista fisica, ma anche la vista interiore e spirituale e “ritrovare la fede è più che ritrovare la vista” – come è scritto nel monumento che raffigura un cieco a Lourdes, vicino alla basilica. Bartimeo diventò discepolo, se Gesù gli disse: “ Va’, la tua fede ti ha salvato” e lui, subito, riacquistata la vista, prese a seguirlo per la strada.

Anche noi abbiamo bisogno di questo incontro con Gesù, perché il processo di liberazione non è mai finito: i mantelli non finiremo mai di buttarli via!  Senza la fede non balzi in piedi e non vai da Gesù.

Con la fede ti liberi, lasciando che il passato sia passato, consegnando a Cristo i tuoi limiti e le tue debolezze, e ti metti a seguirlo per la strada: non chissà mai quale strada, ma la strada concreta e attuale della tua vita, guidando i tuoi passi sulle orme che Gesù ha lasciato per tutti.

Dio onnipotente ed eterno, accresci in noi la fede, la speranza e la carità,
e perché possiamo ottenere ciò che prometti, fa’ che amiamo ciò che comandi.
O Dio, luce ai ciechi e gioia ai tribolati,
che nel tuo Figlio unigenito ci hai dato il sacerdote giusto a compassionevole
verso coloro che gemono nell’afflizione e nel pianto,
ascolta il grido della nostra preghiera:
fa’ che tutti gli uomini riconoscano in Lui la tenerezza del tuo amore di Padre
e si mettano in cammino verso di Te.




- Da queste parole riflessioni il mio intervento all'incontro tra religioni del 10 novembre 2015 a Kathmandu...








sabato 28 maggio 2016

Monte Morello, sempre una "nuova" tappa!

E poi pare sempre più difficile pedalare per le strade "normali" delle nostre città... Con un'aria che rende "fumatori" anche chi non ha mai preso in mano uno strumento del fumo!
Ed almeno cerchiamo di salvare-risparmiare i nostri tesori di verde e di vita che ci circondano...
Difficile per me parlare e descrivere di Monte Morello. Quasi come farlo del "mare"... In ogni caso in questi ultimi splendidi giorni ho avuto modo di riprendere (piano, piano / bistari, bistari...) a percorrere alcune stradelle e sentieri "bassi": ed è stato grandioso!


Specialmente ricordando la "tappa" affrontata proprio nei giorni della scorsa Pasqua. Con la mia BALLERO-BIKE (che per sempre mi ricorderà l'amico Franco Ballerini), tra i fiori ed i profumi di questa primavera, per l'incontro con un Amico veramente "grande" di tutti noi: da Monte Morello all'Himalaya, qualunque sia la Luce a cui ci ispiriamo ed aspiriamo.

E mai come in questo caso... NAMASTE'!


mercoledì 11 maggio 2016

"Bambini, W la BICI!": e sabato torno (anche) a... pedalare!

Il 14 Maggio 2016 con incontro alle 16.30 al monumento dell’Indiano alle Cascine prima pedalata di BAMBINI: W LA BICI! organizzata dall’associazione Città Ciclabile in collaborazione con i Q1, Q4 e Q5 e tutte le Sezioni Soci Coop di Firenze, scortata dalla Pattuglia dei Vigili in Bicicletta.
Termine con ristoro ai giardini vicino alla Coop di Viale Talenti.

PER DARE PIU’ SPAZIO ALLE BICI, PER STRADE PIU’ SICURE E A MISURA DI BAMBINI, PER UNA MOBILITA’ PIU’ NATURALE CHE FA BENE ALLA SALUTE E ALL’AMBIENTE.


Testimonials:
- Marco Banchelli,
ciclista messaggero di pace nel mondo
- Massimo Generoso,

pediatra e presidente dell’ISDE – Medici per l’Ambiente Firenze